12 Aprile Apr 2019 1001 12 days ago

Tommaso Lupi: "Stagione intensa, ma siamo pronti"

L'intervista al neo tecnico della Nazionale BMX: "Il livello è alto, con le categorie giovanili dominiamo in Europa: cercheremo di fare il massimo, con tutti i mezzi che abbiamo"

Verona3

Classe 1992, un passato da rider nel percorso diretto verso il coaching, che è la sua vera passione: Tommaso Lupi è il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale BMX. Dopo due anni in maglia azzurra, in qualità di collaboratore tecnico, Lupi è stato scelto dalla FCI come nuova guida della squadra, proprio ad un anno e mezzo dalle Olimpiadi di Tokyo. Una storia d'amore, quella tra il CT ed il BMX, iniziata però tanto tempo prima: "Girando per Padova, intorno al 2000, ho scoperto per caso la pista della zona. Sono subito andato ad informarmi sui corsi che proponeva il team, e ho voluto subito una bmx, non mi interessava nemmeno quale modello, ne volevo una a tutti i costi. Dopo qualche anno ho deciso di investire il mio tempo, la mia esperienza e la mia passione verso il mondo del training, passando quindi dall'altra parte" racconta Tommaso Lupi. E ci tiene ad assicurare: "Il mio obiettivo è qualificare la squadra per Tokyo, ma non ci sarà nessuna rivoluzione rispetto al progetto alla passata gestione. L'ho vissuto per due anni, ho appoggiato moltissime loro idee e la crescita c'è stata. Il livello è alto, con le categorie giovanili dominiamo in Europa: cercheremo di fare il massimo, con tutti i mezzi che abbiamo".

La Federazione Ciclistica ti ha scelto come guida della Nazionale BMX proprio durante il biennio pre-olimpico, senti pressione per questo ruolo?

Inizialmente, sì. Ho preso in mano un progetto già avviato, una squadra nazionale ad un anno e mezzo da Tokyo. Chiaramente l'obiettivo è quello di qualificare la squadra per le Olimpiadi, ma non sarà facile: dobbiamo lavorare tantissimo e soprattutto evitare errori.

Il primo appuntamento internazionale da CT l'hai appena vissuto, con le prime due prove di Coppa Europa a Verona. E visti i risultati, si può dire "buona la prima"

Verissimo. Abbiamo avuto la conferma che il livello si è alzato ancora, che i nostri azzurri sono lì nel gruppo e non più alla rincorsa. Questo ci permette in campo europeo di difenderci, o ancora meglio di attaccare, perché questo è quello che dobbiamo fare. Domenica potevamo portare a casa molto di più, con gli Elite. I ragazzi sono comunque consapevoli di aver fatto degli errori, e che non vanno più commessi nel corso della stagione. Però abbiamo sfiorato una finale con Fantoni sabato, e questo dimostra che i ragazzi stanno lavorando veramente molto. Inoltre, per una valutazione a 360°, sono stato felice del clima di squadra e dell'interscambio tra atleti e staff: è un aspetto fondamentale.

Come imposterai il lavoro in previsione dei prossimi appuntamenti internazionali?

Abbiamo un calendario internazionale decisamente pieno: Coppa Europa a Zolder ed in Norvegia, Coppa del Mondo a Manchester e Papendal. Ci stiamo preparando con raduni settimanali per valutare la situazione, correggere quello che si può correggere, lavorando particolarmente sui dettagli. Avendo difatti 4/5 weekend di gare di fila, è anche difficile aggiungere altro lavoro altetico e tecnico: si può dare consigli e rivedere qualcosa, ma chiaramente la base del lavoro è stata fatta nei mesi scorsi.

Sei diventato collaboratore tecnico della Nazionale BMX nel 2017 con Francesco Gargaglia, oggi hai preso il suo posto alla guida degli azzurri. Seguirai il percorso tracciato negli ultimi due anni o ti aprirai una strada nuova?

Non avrebbe senso - anche per un discorso di tempi, visto che siamo ad un anno e mezzo da Tokyo - rivoluzionare il lavoro. Quello che posso fare è dare il mio punto di vista tecnico, e cercare di mettere il mio zampino.

Qual è il livello del BMX italiano?

Abbiamo dei giovani che promettono più che bene: dominiamo a livello europeo nelle categorie 15/16 anni e siamo ben piazzati a livello Juniores. Per quanto riguarda gli Elite, stiamo attraversando un periodo che si può definire transitorio: abbiamo in squadra nazionale degli atleti di primo e secondo anno, quindi molto giovani e che stanno ancora facendo esperienza (considerata la categoria), ma che si confrontano con degli Elite “veterani”, che sono tanti anni che corrono gare internazionali con la maglia azzurra. Dobbiamo trovare tutti il giusto equilibrio.

E come raggiungere il livello della concorrenza?

In questi anni tutte le generazioni hanno capito che bisogna veramente lavorare, non basta più solo girare in pista: bisogna fare esperienza all'estero, aprire un po' la mente. Perché il BMX italiano ancora è indietro rispetto a tante altre realtà europee che possono essere quelle olandesi o francesi, che da 20 anni a questa parte sono la realtà da voler come minimo eguagliare. Il messaggio che faccio fatica a far passare, a chi giudica da fuori e magari non ha le giuste competenze, è che a differenza di una specialità che può essere di endurace in generale, una gara di BMX te la giochi in qualche giro, che dura 35 secondi. Quindi una stagione può venire buttata in pochissimi secondi, in un solo giro di qualifica, con un solo errore. Preseguiamo decisi e cerchiamo di portare a casa il più possibile, in qualsiasi gara e con tutti i mezzi che abbiamo: pressione sì, ma sono consapevole che io insieme ai ragazzi e staff stiamo dando il massimo coi mezzi che abbiamo.

Valentina Vercillo
Comunicazione FCI